Ansia da Prestazione Lavorativa: Sintomi, Cause e Cura
04/07/2017A cura del Dr gaspare Costa
Quali sono i sintomi dell'ansia da prestazione lavorativa?
L’ansia da prestazione lavorativa si manifesta con sintomi quali angoscia eccessiva che, a volte, può sfociare in un vero e proprio attacco di panico, tanto da compromettere il lavoro e qualità della vita dell’individuo. L’ansia sul posto di lavoro può essere una condizione normale e transitoria quando, ad esempio, si inizia una nuova attività oppure quando si è alle prese con mansioni importanti che implicano un aumento della responsabilità percepita (chiudere un importante contratto, gestire situazioni inusuali o particolarmente complesse, rivestire un nuovo incarico etc.).
Nell’ansia da prestazione lavorativa il soggetto vive uno stato perenne di apprensione in relazione a sintomi come la paura di non essere all’altezza oppure di essere criticato o di deludere il datore di lavoro o i colleghi che non si attenua ne con l’esperienza ne, tantomeno, con il fatto che queste critiche non arrivano oppure sono rare e blande. L’individuo che manifesta ansia eccessiva sul posto di lavoro presenta ansia anticipatoria in relazioni a possibili situazioni lavorative; in altre parole, la loro mente anticipa possibili scenari dove si rappresentano in difficoltà rispetto alla mansione da svolgere oppure immaginano di essere criticati o derisi.
I sintomi dell'ansia da prestazione lavorativa in genere si attenuano nel fine settimana o con l’inizio delle ferie per poi ripresentarsi, in maniera marcata, con l’inizio della settimana o la fine delle vacanza, durante il lavoro appaiono particolarmente tesi, perfezionisti, poco inclini a rilassarsi, eccessivamente sensibili ad ogni minimo appunto su quello che stanno facendo manifestando una significativa sensività interpersonale: in altre parole, manifestano la convinzione che particolari segnali come, ad esempio, sguardi, sorrisi, critiche generiche siano
rivolte alla propria persona.
Tra gli altri sintomi, gli individui con ansia da prestazione lavorativa presentano la tendenza a ruminare prima, durante e dopo aver svolto una mansione, mentalmente "ricostruiscono", proprio come un film, quello che è avvenuto durante il lavoro interpretandolo sempre in chiave critica ("Perché il capo mi ha guardato in quel modo...Ho visto dei colleghi confabulare sottovoce e altri ridacchiare: sicuramente parlavano di me") e svilente. Generalmente, le persone che presentano troppa ansia al lavoro portano le loro frustrazioni a casa e possono manifestare sintomi come irritabilità, tristezza, nervosismo, apparire troppo silenziosi o, al contrario, parlare ossessivamente di quanto accaduto al lavoro compromettendo, in questo modo, il clima affettivo familiare.
In alcuni casi, i soggetti con ansia da prestazione si portano letteralmente a casa il lavoro per il bisogno di "portarsi avanti" o non rimanere indietro oppure per perfezionarlo sottraendo, in questo modo, attenzioni alla propria famiglia; per alleviare l'ansia da prestazione possono anche presentarsi al lavoro "volontariamente" suscitando lo stupore dei colleghi. Come accennato in precedenza l'ansia da lavoro può assumere, in alcuni casi, i connotati di veri e propri attacchi di panico situazionali che possono aggravare la già precaria situazione e compromettere il posto di lavoro; in questi casi è presente sia una marcata ansia anticipatoria, ovvero una profezia funesta di ciò che potrebbe succedere in ufficio, che i sintomi psico-fisiologici ( bocca secca, tremori, sudorazione, confusione, difficoltà a ricordare le cose etc.) correlati alla presenza di ansia eccessiva.
Quali sono le cause dell'ansia da prestazione lavorativa?
Generalmente, gli individui che manifestano troppa ansia sul posto di lavoro presentano una sensibilità "storica" ed eccessiva al giudizio altrui e al fatto di essere valutati come inadeguati, manchevoli di qualità, meritevoli di rimproveri o giudizi critici per cui, è probabile che, nella vita di questi soggetti, l'ansia da prestazione si è presentata in altra contesti come, ad esempio, la scuola o nello sport.
L'ansia da prestazione lavorativa può trovare origine in particolari Schemi Maladattivi Precoci ( J. E. Young, J. S. Klosko, M. E. Weishaar) come, ad esempio, lo "Schema Inadeguatezza e Vergogna", "Fallimento" o "Standard Severi" che possono rappresentare la causa del perenne senso di inadeguatezza e timore del giudizio altrui. L'eccessiva ansia sul posto di lavoro potrebbe anche essere un sintomo classico della Fobia Sociale per cui si rende necessaria, prima di qualsiasi cura, un adeguata indagine psico-diagnostica finalizzata a comprendere se i sintomi soddisfano i criteri per questo disturbo d'ansia. Generalmente, le cause dell'ansia da prestazione lavorativa possono essere fatti risalire sia a fattori ambientali (clima familiare, gruppo dei pari, esperienze preganti) che temperamentali tanto che appare plausibile che la causa dell'ansia sul posto di lavoro si origini dalla convergenza di entrambi i fattori.
Fattori Ambientali. Un clima familiare disfunzionale può rappresentare una causa importante all'origine dell'ansia sul posto di lavoro, genitori critici, invalidanti o squalificanti possono minare la sicurezza del bambino per via delle numerose esperienze svilenti che alimento la credenza di non possedere le qualità basiche necessarie; in altre parole, bambini con questa tipologia di genitori crescono insicuri è sono particolarmente sensibili alle critiche, anche da adulti, perché rievocano l'esperienza emotiva di inadeguatezza e, dunque, della vergogna.
L'ansia da prestazione lavorativa può avere origine anche da un atteggiamento genitoriale che condiziona il proprio affetto o la propria approvazione al raggiungimento di prestazioni, in questi casi il bambino impara che, per essere amato o semplicemente non criticato, deve conseguire risultati; questo atteggiamento può essere tra le cause dei sintomi dell'ansia da prestazione scolastica nei fanciulli che poi, crescendo, la generalizzano ad altri tipi di prestazioni come quelle sportive, universitarie e lavorative.
Spesso, le persone che hanno questo tipo di "credenze" identificano il loro valore personale (autostima) con l'esito della prestazione; in altre parole, una critica al lavoro viene vissuta come una svalutazione della propria persona è questo spiega sia la causa dell'eccessiva ansia che di tutti i comportamenti finalizzati ad evitare o anticipare ogni possibile critica o rimprovero.
Tra le cause che possono favorire l'ansia sul posto di lavoro e in altre prestazioni si può includere un atteggiamento genitoriale particolarmente esigente e/o perfezionistico in relazione ai risultati conseguiti dal bambino; questi genitori non si accontentano di performance "normali" ma spronano il fanciullo affinché raggiunga il massimo risultato possibile. Questi genitori possono dichiarare apertamente questo loro bisogno "premiando" o "punendo" il bambino in relazione all'esito della prestazione oppure possono adottare un atteggiamento manipolativo o di paragone.
I bambini che manifestano lo "Schema Standard Severi" sentono il bisogno di scegliere obiettivi molto difficili il cui raggiungimento causa costi gravosi (sacrificio delle attività ludiche, delle relazione amicali, dello sport etc.) e la presenza di sintomi quali la l'eccessiva preoccupazione e l'ansia per il timore di fallire. Nell'ansia da prestazione lavorativa la presenza di questo schema può spiegare il perfezionismo che impedisce al soggetto di tollerare ogni minima critica o imperfezione della loro mansione. A volte questo schema disfunzionale non è causato dai genitori ma rappresenta l'esito di una "libera" scelta del fanciullo che si impone, spesso per una compensazione narcisistica, obiettivi complicati al raggiungimento dei quali è legata la propria autostima.
Temperamento. Anche il temperamento, ovvero la predisposizione genetica che può influenzare l'umore o l'ansia, può essere annoverata tra le cause dell'ansia sul posto di lavoro specie se particolari tratti biologici come l'inibizione, la tendenza ad allarmarsi o un umore ipotimico si sommano agli esiti di un ambiente familiare disfunzionale.