Quali sono le cure più efficaci per gli Attacchi di Panico?
L'American Psychiatric Association (APA), l’agenzia americana che valuta l’efficacia delle varie cure basandosi su prove scientifiche, Evidence Based, indica la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale ( CBT) come la cura più efficace per gli attacchi di panico e gli altri disturbi d’ansia all'ansia (ansia generalizzata, fobia sociale, fobia specifica, ansia da separazione); questo tipo di terapia è ritenuta più efficace persino dei farmaci che, in questa speciale graduatoria, vengono considerati trattamento di seconda scelta. Ritengo onesto precisare che in questa graduatoria vengono inserite solo modelli di cura che si sottopongono alla prova scientifica di efficacia, questo non vuol dire che altri modelli di psicoterapia non possono funzionare, semplicemente non vi sono prove scientifiche che lo dimostrino.
La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale per la cura degli attacchi di panico può essere implementata nelle seguenti modalità:
1) Psicoterapia Individuale. La psicoterapia individuale prevede, almeno inizialmente, una seduta settimanale dallo Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale esperto nella cura degli attacchi di panico; questa modalità terapeutica è indicata per la maggior parte dei casi e, in una grossa percentuale, garantisce ottimi risultati se non la remissione completa del disturbo. La durata della cura, anche se condizionata da diversi fattori (frequenza ed intensità dei sintomi, grado di cronicizzazione, motivazione del paziente etc.) di solito è
breve attestandosi, mediamente, tra le 12 e le 14 sedute.
La Psicoterapia individuale per il trattamento del Disturbo da Attacchi di Panico necessita di una collaborazione attiva e partecipativa tra il terapeuta ed il paziente che sarà sostenuto e incoraggiato in tutte le fasi della terapia; "l'alleanza terapeutica" che si stabilirà tra lo Psicoterapeuta ed il paziente rappresenta una condizione indispensabile per il buon esito della cura considerando che un clima di fiducia reciproca faciliterà il superamento delle normali difficoltà che questo tipo di terapia comporta.
La prima fase della terapia è dedicata a ricostruire l'architettura dell'attacco di panico, in sostanza si cercherà di definire le situazioni o le occasioni dove il paziente ritiene più probabile, se non certo, l'insorgenza di una crisi di panico ( luoghi affollati, mezzi pubblici, file, autostrada, spazi aperti etc.), la descrizione dei sintomi che l'accompagnano ( sensazione di mancanza d'aria, tachicardia, vampate di caldo o di freddo, sensazione di sbandamento, nodo alla gola etc) e le credenze catastrofiche ad esse associate ( paura di morire, avere un inferto, svenire, perdere il controllo); durante questa prima fase vengono ricostruiti anche l'esordio e i fattori che hanno comportato lo scompenso dell'equilibrio ( Cosa è successo nella vita del paziente prima dell'esordio dell'attacco di panico? Come ha vissuto questi eventi? .
Durante questa prima fase vengono ricostruiti anche i circoli viziosi di mantenimento, ovvero tutte le soluzioni ( evitamenti, comportamenti protettivi, richieste di rassicurazioni etc.) che il paziente ha messo in atto per "salvarsi" dalle crisi di panico e che, nel medio e lungo termine, hanno aggravato e/o cronicizzato il disturbo; affinché la cura degli attacchi di panico risulti efficace è necessario ricostruire dettagliatamente questi circoli viziosi che, in seguito, saranno sostituite da strategie più funzionali.
Nelle fasi successive lo Psicoterapeuta cognitivo comportamentale si servirà della psico-educazione per "istruire" il paziente circa la natura dell'ansia, la funzione della "Risposta di Attacco o Fuga", il ruolo dell'iperventilazione e come questi meccanismi fisiologici siano implicati negli attacchi di panico; l'utilizzo della psico-educazione è un ottimo rimedio per iniziare a demolire le credenze catastrofiche che si accompagno e alimentano le crisi di panico, attraverso questo strumento è infatti possibile "demolire" il timore che l'ansia, seppur acuta, possa comportare pericoli reali come l'infarto, lo svenimento, la perdita di contro o, addirittura, la morte.
L'efficacia della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale nel trattamento delle crisi di panico si fonda su tecniche e strategie come, ad esempio, le "Esposizioni Enterocettive" in grado di sostituire le credenze disfunzionali con credenze più adattive ("L'ansia può essere fastidiosa ma non è pericolosa"); le Esposizioni Enterocettive consistono, dopo una adeguata preparazione, nel sottoporre il paziente a semplici esercizi corporei che hanno lo scopo di evocare sensazioni simili a quelle che normalmente il paziente interpreta come precursori dell'attacco di panico. Il ricorso alle Esposizioni Enterocettive permette al paziente la possibilità di sperimentare un esperienza emozionale correttiva che consente di correggere il significato attribuito a particolari sensazioni somatiche prodotte dall'ansia.
Un altro strumento terapeutico che rende la psicoterapia cognitivo comportamentale la terapia più efficace per curare gli attacchi di panico è rappresentato dalle Esposizioni in Vivo che consistono, dopo una adeguata preparazione, nell'esporre il paziente, in maniera graduale, a situazioni ritenute pericolose e che quindi ha imparato ad evitare alimentando, in questo modo, i circoli viziosi delle crisi di panico. Le esposizioni danno al paziente la possibilità di demolire la certezza che, in determinate situazioni, sperimenterà un attacco di panico favorendo, in questo modo, credenze più funzionali che permetteranno di aumentare sia l'autonomia che l'autoefficacia percepita; in altre parole, le esposizioni graduali e sistematiche faciliteranno la produzione di credenze piu funzionali.
2) Psicoterapia Integrata. La psicoterapia integrata si sta rivelando una cura vincente specie per i casi di attacchi di panico molto gravi o di lunga durata, questo tipo di terapia prevede l'integrazione della terapia farmacologica, a dosi funzionali, con la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale; questo approccio richiede una collaborazione stretta e di fiducia tra lo Psicoterapeuta ed il Medico Psichiatra. Questo tipo di cura può essere indicata per quei casi in cui il paziente è troppo depresso o manifesta una sintomatologia troppa intensa che ostacola o impedisce il ricorso ad una psicoterapia; in questi casi, l'utilizzo di psicofarmaci, tarati strategicamente, consentono di mettere il paziente nella condizione di intraprendere una cura efficace come quella proposta dalla Psicoterapia Cognitivo Comportamentale che porterà all'ulteriore riduzione degli stessi fino alla sospensione.