Nel caso di dubbi circa possibili atti sessuali o comportamenti ambigui nei confronti di bambini o neonati, l’ossessivo, a fini rassicuratori, può ricostruire mentalmente l’episodio che ha innescato il dubbio decine di volte finche, sfinito, non si rassicura rispetto al fatto di non aver compiuto atti sessuali di natura perversa. Il dubbio di aver compiuto atti sessuali di natura pedofila normalmente si
accompagna ad ansia; l’ossessivo vive nell’angoscia di aver potuto fare qualcosa di perverso con i bambini e di non ricordalo, per questo motivo ricostruisce mentalmente ogni possibile gesto o parola sospetta nel tentativo di poter escludere con assoluta certezza ( il vero problema dell’ossessivo) qualsiasi atto ambiguo.
In alcune circostanze, la paura di poter essere pedofilo e scoperto come tale, fa dubitare le persone di qualsiasi cosa, ad esempio, pensare di aver scaricato involontariamente da internet materiale pedopornografico con il risultato di passare interminabili ore al computer nel tentativo di eliminare qualsiasi traccia sospetta.
L’ossessivo sembra non fidarsi della propria memoria, per tale ragione chiede spesso rassicurazione ad altri, addirittura alle stesse presunte “vittime”.Oltre ai rituali mentali rassicuratori, l’ossessivo con il timore di poter essere pedofilo può mettere in atto tutta una serie di evitamenti finalizzati a ridurre il rischio di poter commettere comportamenti pedofili, ad esempio, può evitare il contatto fisico con i bambini o luoghi ( scuole, parchi, asili, campi giochi etc.) o situazioni dove è più probabile incontrarli. Nel caso di familiari, la persona può evitare di avere contatti fisici con bambini o neonati (ad esempio, evitano di lavarli, toccarli, accarezzarli etc.) con lo scopo di prevenire possibili ossessioni perverse.
Cosa si teme nelle ossessioni sessuali tipo pedofilia
Nel DOC con ossessioni sessuali tipo pedofilia la persona, che in genere presenta criteri morali molto severi, teme di scoprirsi ed essere riconosciuto dagli altri come perverso, depravato, pervertito e quindi essere oggetto di disprezzo, sdegno, indignazione, rabbia, umiliazione etc. Questo scenario, considerando la sensibilità alla critica e al disprezzo dell’ossessivo, viene vissuto con forte angoscia, come qualcosa di assolutamente intollerabile, tanto che la persona affetta da ossessioni tipo pedofilia è disposta a fare qualsiasi cosa
(rituali, compulsioni, evitamenti, rassicurazioni etc.) pur di evitarlo.
Come è risaputo per l’ossessivo pensare a qualcosa di immorale equivale a farlo ( fusione pensiero-azione); in sostanza, a differenza della popolazione non clinica che riesce a tollerare la normale presenza di pensieri sgradevoli, fastidiosi, perversi che il normale flusso della coscienza produce, nell’ossessivo, il semplice pensare a qualcosa di immorale e squallido, come la pedofilia, comporta tutta una serie di conseguenze negative.
L’ossessivo può criticarsi per avere pensieri perversi : “ se ho pensieri pedofili vuol dire che sono perverso”, “le persone normali non hanno di questi pensieri”, “ se ho questi pensieri vuol dire che desidero essere pedofilo”; spesso, a queste considerazione, seguono emozioni di vergogna, colpa, auto-disprezzo, depressione. In sostanza, nell’ossessivo , a differenza delle persone “normali” che tollerano i pensieri più strani, squallidi e perversi , pensare di poter essere pedofili e tanto grave quasi quanto compiere un atto pedofilo.
L’ossessivo non può permettersi, in virtù dei suoi standard morali e dell’intolleranza rispetto a possibili critiche, disprezzo, ostilità, di correre il rischio che qualcosa di cosa terribile come la pedofilia possa investirlo; la paura di macchiarsi di un delitto cosi grave e meschino orienta l’attività percettiva ( attenzione selettiva) e cognitiva dell’ossessivo verso quei segni ( presenza di bambini, pensieri, immagini, sensazioni etc.) che anticipano il possibile rischio. Nel DOC l’intolleranza per l’incertezza, cosi come la sovrastima del rischio, rappresenta una caratteristica molto comune; la persona affetta da DOC è sempre alla ricerca delle certezza assoluta ( cosa praticamente impossibile), venendo cosi imprigionato dalla produzione di rituali, comportamenti protettivi ed evitamenti che cronicizzano il disturbo.
La Cura del DOC tipo Pedofilia
La Psicoterapia cognitivo comportamentale, da sola o associata ai farmaci ( terapia combinata), è riconosciuta come il trattamento d’elezione per la cura del disturbo ossessivo compulsivo ( fonte APA). La psicoterapia cognitivo comportamentale affronta il DOC su più
piani; gli interventi cognitivi hanno come finalità quello di ristrutturare alcune credenze che comunemente si presentano nel DOC come, ad esempio, l’importanza attribuita a pensieri, la sovrastima della minaccia, l’eccessivo senso di responsabilità ed il pensiero magico mentre, l’implementazione delle strategie comportamentali come l’Esposizione con Prevenzione della Risposta hanno l’importantefunzione di annullare o, quantomeno, ridurre l’associazione tra i pensieri ( immagini, impulsi, sensazioni) intrusivi pedofili e le reazioni emotive che innescano (ansia, angoscia, disagio, terrore etc.). Il trattamento del DOC sessuale tipo pedofilia deve mirare, dopo un accurato lavoro psicoterapico, all’accettazione del rischio ( insignificante) considerando che il controllo assoluto della certezza è praticamente impossibile. L’accettazione dei pensieri, come prodotti della mente differenti dalle azioni ( strani, perversi, o moralmente discutibili, costituisce un aspetto centrale nella cura delle ossessioni di poter essere pedofilo; accettare che questi pensieri possono presentarsi, così come avviene nella maggior parte delle persone senza DOC, come semplici contenuti mentali destinate ad essere sostituiti rapidamente da altri pensieri ha l’effetto di normalizzarli ( vederli appunto come pensieri) e ridurre sia l’attenzione selettiva che i rituali e gli evitamenti.
La Riproduzione è Riservata- Dr Gaspare Costa
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