egli si può riaddormentare tranquillamente mentre negli attacchi dipanico notturni le cose vanno diversamente; alcuni autori sostengono che questi disturbi del sonno possono innescare un attacco di panico notturno per via di alcuni fattori indiretti come l’agitazione, la tachicardia o l’iperventilazione che possono, successivamente, innescare le sensazioni che generano l’attacco di panico.
I sintomi degli attacchi di panico notturni sono generalmente identici a quelli diurni e possono includere: senso di soffocamento, dolore al petto, vampate di caldo o di freddo, senso di oppressione, tachicardia, bocca secca, testa leggera, formicoli, de-realizzazione e de-personalizzazione; come in quello diurno anche l’attacco di panico notturno dura qualche minuto ma le conseguenze di questa esperienza angosciante può influenzare enormemente lo stile e la qualità della vita dell’individuo.
Gli attacchi di panico notturni sono pericolosi?
Fortunatamente no, a differenza della “credenza” della persona che lo subisce che è convinta che sta per avere un infarto, svenire o, addirittura, morire gli attacchi di panico, anche se angoscianti, sono del tutto innocui per la salute fisica dell’individuo; la percezione di pericolosità degli attacchi di panico notturni possono derivare dalla particolare situazione in cui questi si innescano:
1) Effetto sorpresa. Svegliarsi nel cuore della notte con sintomi quali tachicardia, dolore al petto, difficoltà a respirare, sudorazione etc. è sicuramente un esperienza angosciante, specie le prime volte, l'individuo è veramente convinto che sta per avere un infarto o un altro grave malessere e, di solito, chiama la guardia medica; "l'effetto sorpresa" è anche dovuto al fatto che, a differenza dell'attacco di panico diurno, specie se situazionale, quello notturno non può essere arginato con strategie quali l'evitamento o comportamenti protettivi ( assunzione di tranquillanti, richieste di rassicurazione, distrazione etc.).
2) Condizioni Ambientali. Gli attacchi di panico notturni comportano il risveglio nel cuore della notte, spesso al buio e in uno stato di coscienza crepuscolare, questi elementi rendono ancora più drammatica la situazione; in preda a tachicardia, difficoltà a respirare, sudorazioni e altri sintomi l'individuo ha la percezione di essere impotente e di non poter essere aiutato, questa condizione contribuisce ad esaspera ancora di più l'ansia e quindi i sintomi.
Il primo attacco di panico notturno, se non curato, può comportare tutta una serie di circoli viziosi che alimentano il problema come, ad esempio, l’ansia anticipatoria che accompagna l’individuo prima di andare a dormire poiché teme il ripresentarsi dell’esperienza, quest’ansia può spingere l’individuo ad utilizzare rimedi disfunzionali come l'uso eccessivo di psicofarmaci e alcol nel tentativo di agevolare il sonno ma, queste strategie, rischiano seriamente di alimentare il problema.
La privazione di sonno e quello che ne comporta (stanchezza, irrequietezza, difficoltà di attenzione e concentrazione, nervosismo etc.) può, a seguito dell’aumentata disponibilità di sensazioni, come la tachicardia, che possono essere interpretate in senso catastrofico, aumentare la frequenza e l’intensità degli attacchi di panico diurni. Gli individui che hanno sperimentato un attacco di panico notturno possono temere di dormire da soli e/o manifestano difficoltà a dormire in posti diversi dal proprio letto; in seguito a questa esperienza si instaurano delle abitudini disfunzionali che descriveremo più avanti assieme ai rimedi da adottare.
Quali sono le possibili cause degli attacchi di panico notturni?
Gli attacchi di panico notturni non sembrano avere una causa specifica, come quelli diurni essi sono probabilmente il frutto dell'interazione di più fattori come la "vulnerabilità" all'ansia, la presenza di stress fisico ( malattie croniche o acute, interventi chirurgici, stanchezza etc.) o psicologico (lutti, licenziamenti, separazioni, matrimonio, nascita di figli etc.) e l'iperventilazione; tuttavia, alcune condizioni mediche come la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e la malattia da reflusso gastroesofageo sembrano avere un ruolo importante tra le cause che
generano gli attacchi di panico notturni. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è una tipologia di apnee del sonno che comporta l'interruzione della respirazione durante il sonno, queste interruzioni che possono arrivare fino a 30 secondi, sono dovute all'ostruzione delle vie aeree superiori di solito dovuto al grasso e al rilassamento dei muscoli della gola.
L'individuo che soffre di sindrome delle apnee ostruttive nel sonno può non essere consapevole del disturbo in quanto si verifica durante il sonno e, di solito, è il partner che nota le brusche interruzioni della respirazione; queste interruzioni possono innescare una condizione di ipoventilazione (ridotto afflusso di ossigeno) che spiegherebbero l'improvviso risveglio dell'individuo in preda all'attacco di panico notturno. L'individuo, infatti, per rimediare alla carenza di ossigeno dovute alla interruzione della respirazione, inizia ad iperventilare il che comporta l'inasprimento dei sintomi ( tachicardia, sudorazione, senso di costrizione, fame d'aria etc.) legati agli attacchi di panico notturni. Anche la malattia da reflusso acido (GERD) è stata accostata all'insorgenza degli attacchi di panico notturni poiché questo disturbo può "imitare" sintomi (dolori al petto, difficoltà a respirare, sudorazione etc.) di malattie gravi che, manifestandosi durante il sonno, posso far svegliare l'individuo in preda ad un attacco di panico notturno.